LA VITA GREEN DI UNA RAGAZZA COMUNE

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QUESTO BLOG CAMBIA VESTE: Perchè scrivere di altri quando posso scrivere di me stessa? Questo blog sarà il diario di una ragazza comune che cerca di vivere in maniera sostenibile le proprie giornate, facendo delle scelte , molto spesso controcorrente. Questo blog sarà il diario della mia vita, delle mie scelte, della scelta di voler vivere una vita green nel rispetto di questo mondo che gentilmente ci sta ospitando.

Con affetto, Sonja

MANALI SOGNO O PRESTO INCUBO?

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fonte REPUBBLICA

IL CASO

No all’Himalayan Ski Village
Cittadini di Manali in rivolta

Il progetto del mega villaggio turistico nel cuore dell’India settentrionale va avanti tra le proteste. Gli abitanti temono per il proprio futuro e protestano da mesi, ma le autorità sono impassibili

di SARA FICOCELLI

Più che una città, Manali è un sogno: 6200 abitanti che vivono fuori dal tempo a 2624 metri, circondati dall’intreccio dei fiumi che scavano le valli dell’Himalaya. Attraversare in barca le acque dello Stato dell’Himachal Pradesh, nell’India settentrionale, è un piacere che solo chi ama la natura e il silenzio si concede. Strano immaginare che tra un paio d’anni, se tutto andrà come previsto, proprio qui verrà costruito uno dei più esclusivi impianti sciistici del mondo. I cittadini del distretto di Kullu, dove dovrebbe sorgere l’Himalayan Ski Village, non hanno però nessuna intenzione di convivere con ristoranti, seggiovie, negozi che vendono tute fosforescenti e turisti sullo snowboard. Questo progetto da 300 milioni di dollari a loro non interessa, e la prospettiva di dover rinunciare alle proprie abitudini e veder limitato il proprio rapporto con le risorse naturali li terrorizza. Senza contare l’impatto ambientale: secondo gli abitanti di Manali la costruzione del complesso turistico del miliardario americano Alfred Ford deturperebbe quello che per loro non è solo un bel paesaggio, ma un paradiso in cui natura e spiritualità si compenetrano in modo armonico. Per tutte queste ragioni gli abitanti di questa piccola regione sono da mesi sul piede di guerra e protestano nella speranza che qualcuno li ascolti. Le critiche più dure sono rivolte al governo locale, che secondo loro avrebbe ceduto alle lusinghe economiche degli americani, mettendo in secondo piano le esigenze della popolazione. Il centro disterà appena 45 minuti di volo da Nuova Delhi, e sarà dunque facile meta per il turismo di massa.

“Siamo contro questo progetto – spiega il rappresentante del gruppo cittadino di protesta, Maheshwar Singh – perché sappiamo che ci priverà di tanti diritti, limiterà il nostro accesso alle risorse naturali e danneggerà l’ambiente. La costruzione di questo impianto è qualcosa che va contro la nostra cultura e ferisce i nostri sentimenti. Siamo persone semplici, che vivono di quello che offrono terra, acqua e cielo”. La paura più grande è quella di essere costretti, entro poco tempo dalla realizzazione, ad emigrare verso altre regioni. “Abbiamo chiesto al governo – racconta il legale Chandersen Thakur – di fornirci tutta la documentazione riguardo al progetto, e in particolare al rapporto tra l’amministrazione e la compagnia che si occuperà dei lavori, ma non ci è stato ancora consegnato nulla. Stanno cercando di ingannare questa gente, approfittando della loro ingenuità”. L’accordo tra la Ford Motor Company e i vertici locali esiste dal 2005. Il consiglio di amministrazione che si occupa del progetto, coordinato dalla segretaria al Turismo Manisha Nanda, ha dichiarato che tutto si sta svolgendo sotto la supervisione dell’alta corte dello Stato di Himachal: “Abbiamo ascoltato le proteste e ne abbiamo preso atto. Presenteremo tutta la documentazione necessaria entro pochi giorni”. L’impianto, che occuperà più di 2.400 ettari di superficie montagnosa, sarà circondato da hotel di lusso, chalet, strutture per meeting e conferenze, un centro divertimenti, ristoranti e negozi. E ovviamente impianti di risalita d’avanguardia. Senza dubbio creerà nuove opportunità di lavoro (sono previste oltre 3500 assunzioni, quasi tutte di personale proveniente dai villaggi attorno a Manali), rivitalizzando l’economia di una regione poco abitata e incontaminata. Le sostanze chimiche contenute nella neve che verrà sparata dappertutto potranno forse danneggiare l’ambiente himalayano, ma l’esperto finlandese di neve artificiale che sta collaborando al progetto, Mikko Martikainen, ha rassicurato sul fatto che verranno usati solo metodi naturali e nessun additivo chimico. “Vogliamo promuovere turismo sostenibile ed eco-compatibile – ha dichiarato il direttore generale dell’Himalayan Ski Village, John Sims – e abbiamo predisposto programmi per mitigare l’impatto ambientale sia della fase costruttiva che operativa”. La battaglia di Davide contro Golia dunque va avanti, ma è difficile che stavolta il microbo batta il gigante.

(15 giugno 2009)

IL LASER BIKE

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Rendere più sicura la vita dei ciclisti? ci pensa il designer industriale Leonardo Manavella. Un laser che aumenta lo spazio occupato da una bicicletta, rendendola per questo più simile ad un automobile. Un fascio di luce verde, di forma ellittica, crea un perimetro di sicurezza per il ciclista che gli automobilisti non dovrebbero mai oltrepassare. Infatti, se qualcuno vìola lo spazio perimetrato il fascio di luce da verde  diventa immediatamente rosso e si attivano tre piccole trombe che emettono un suono d’allarme così da indurre l’automobilista a rallentare e a destare l’attenzione del ciclista. Il laser viene alimentato da tre batterie ricaricabili grazie al movimento della bicicletta.

(Fonte EcoFriend)

LA CASA RICICLATA

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Rnadi Polumbo, scultore, ha deciso di costruirsi una casa usando materiali riciclati: vecchie taniche, una cabina in disuso, centinaia di oggetti diversissimi che altrimenti sarebbero finiti in discarica. Ovviamente, la casa è autonoma dal punto di vista energetico e non viene sprecata neanche una goccia d’acqua.

Polumbo, come molti sognano, abbandona la vita in città (New York) e parte verso il deserto della California, dove acquista il terreno su cui si è andato a costruire la casa.Un ritorno alle origini, alla vita semplice..senza stress e inquinamento!!! Una decisione drastica ma efficace per ritrovare il proprio equilibrio con la natura!

TERREMOTO IN ABRUZZO

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SMS PER L’ABRUZZO 48580

Ogni SMS inviato contribuira’ con 1 euro, che sara’ interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l’assistenza. 2 euro attraverso chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero 48580. Il Dipartimento della Protezione Civile fornira’ tutte le indicazioni sull’utilizzo dei fondi raccolti.

IL RESPIRO DALL’OCEANO!

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Innalzamento del livello del mare, acidità e temperature degli oceani in aumento: il cambiamento climatico non risparmia gli oceani. Ma un ecosistema marino in salute resiste meglio al cambiamento climatico, mentre attività distruttive come la pesca eccessiva, l’estrazione di sabbia e minerali e l’inquinamento stanno mettendo in crisi la capacità degli ecosistemi marini di adattarsi al cambiamento climatico. Un mare in salute, con ecosistemi funzionanti, non solo resisterà meglio a questi impatti ma ci aiuterà a combattere il cambiamento climatico. Per questo Greenpeace ha proposto l’istituzione di un network di riserve marine, con l’obiettivo di recuperare la vitalità degli ecosistemi e arginare gli effetti del cambiamento climatico.


(Fonte: Greenpeace)

OFFRESI LAVORO DA SOGNO

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Il miglior lavoro del mondo? Una vacanza retribuita!!!

Ecco quello che si legge navigando sul sito di Repubblica:

Bella opportunità lavorativa: fare il guardiano della barriera corallina in Australia.

La notizia sta facendo il giro del mondo e i candidati sono già migliaia.

Il curriculum, un video di presentazione di un minuto da inviare entro il 22 febbraio, va spedito a Islandreefjob il sito del Dipartimento per il turismo del Queensland, il datore di lavoro, che ha aperto appunto uno spazio riservato alla ricerca del potenziale dipendente.

“Siamo alla ricerca di qualcuno che ami l’avventura, abbia passione per la natura e buone capacità di comunicazione. Teniamo conto di esperienze nel settore turistico. “

E’ un lavoro a tempo determinato (ahimè), dura solo sei mesi, ma è strapagato: 150,000 dollari australiani, il che dovrebbe fare circa 70 mila euro, cioè quasi 13 mila euro al mese senza contare che vitto e alloggio (in una Spa a cinque stelle) sono inclusi. Le mansioni (qui il dettaglio) sono semplici: dar da mangiare ai pesci della barriera corallina, tenere una piscina pulita, raccogliere la posta ma sopratutto tenere aggiornato un blog sull’esperienza in maniera tale da far venire la voglia a potenziali turisti di andare a visitare il Queensland.