Archivio

Archivio per la categoria ‘Cambiamenti climatici’

IL RESPIRO DALL’OCEANO!

Febbraio 6, 2009 sonja85 Lascia un commento

Innalzamento del livello del mare, acidità e temperature degli oceani in aumento: il cambiamento climatico non risparmia gli oceani. Ma un ecosistema marino in salute resiste meglio al cambiamento climatico, mentre attività distruttive come la pesca eccessiva, l’estrazione di sabbia e minerali e l’inquinamento stanno mettendo in crisi la capacità degli ecosistemi marini di adattarsi al cambiamento climatico. Un mare in salute, con ecosistemi funzionanti, non solo resisterà meglio a questi impatti ma ci aiuterà a combattere il cambiamento climatico. Per questo Greenpeace ha proposto l’istituzione di un network di riserve marine, con l’obiettivo di recuperare la vitalità degli ecosistemi e arginare gli effetti del cambiamento climatico.


(Fonte: Greenpeace)

MIOPIA AMBIENTALE

Ottobre 21, 2008 sonja85 Lascia un commento

In questi giorni di discussioni riguardo al pacchetto ambiente dell’UE arriva oggi la risposta del presidente di turno della commisssione contro la presa di posizione del governo Berlusconi sul tema ambientale. Il presidente francese Nicolas Sarkozy alza il tono dello scontro con l’Italia sulla lotta ai cambiamenti climatici. “Abbandonare il pacchetto dell’Unione Europea è irresponsabile e drammatico“, ha detto Sarkozy, presidente di turno dell’Unione europea. “La situazione ambientale del mondo – ha aggiunto il capo dell’Eliseo – non è migliorata in conseguenza della crisi finanziaria. Il pacchetto è fondato sulla convinzione che il mondo va incontro alla catastrofe se continua a produrre nelle stesse condizioni. Non vedo alcuna argomentazione che mi dica che il mondo va meglio dal punto di vista ambientale solo perché c’è la crisi economica“.

Ecco la posizione dell’Italia riguardo al Kyoto Bis secondo la penna di Antonio Felice

Per quanto tutti, specie con i tempi che corrono, si debba fare i conti con i costi di qualsiasi operazione si voglia intraprendere, la posizione italiana sul pacchetto UE, teso a ridurre i rischi del cambiamento climatico, appare davvero clamorosa.
Il governo Berlusconi ha messo il piede sul freno e subito la Polonia ha fatto sapere che va bene così, seguita da alcuni Paesi dell’ex blocco europeo orientale, gravati da impianti produttivi obsoleti. Oggi (lunedì 20 ottobre) la Polonia presenterà una sua controproposta ai ministri europei dell’ambiente. Ma ai colpi di testa della Polonia la UE è da qualche tempo abituata, a quelli dell’Italia un po’ meno. Ed è un fatto grave rispetto ad una strategia globale che vedeva l’Europa faro a livello mondiale della tutela dell’ambiente contro le posizioni pericolose  – e, per carità, a tutela dei rispettivi apparati industriali – di Stati Uniti e Cina, che proprio l’Italia venga ad incrinare la solidità dell’impianto europeo. La posizione italiana è sbagliata. Il principale Paese industriale dell’UE (nonché principale partner economico dell’Italia), la Germania, è da anni un forte sostenitore delle politiche ambientali più avanzate e sta dimostrando, passo dopo passo, anno dopo anno, che tale scelta è vincente, anche sotto il profilo economico.
Non si tratta di negare lo sviluppo, non si tratta di buttare quattrini, si tratta di scelte ponderate, si tratta di modello di sviluppo. Il problema è che nel nostro Paese c’è in giro un deficit culturale impressionante, che impedisce di vedere i problemi nella loro complessa globalità. Così non ci si accorge che risparmiare qualcosa oggi significa avere costi colossali domani: i costi che saranno necessari a fare fronte ad una situazione ecologica pesante (chiamamola così, tanto per non chiamarla con il suo nome: una catastrofe ecologica). E l’Italia ci sarà in mezzo fino al collo, con processi di desertificazione, carenza d’acqua, innalzamento del livello dei mari, con risvolti economici pesanti su agricoltura, turismo, energia e quindi sulla stessa industria.
Togliere risorse alla tutela ambientale è una politica miope e pericolosa. Una politica demagogica ma perdente. Una politica da bocciare senza attenuanti.

(Antonio Felice – GreenPlanet)

Categories: Cambiamenti climatici