TORNANO LE TARTARUGHE MARINE
Il miglior lavoro del mondo? Una vacanza retribuita!!!
Ecco quello che si legge navigando sul sito di Repubblica:
Bella opportunità lavorativa: fare il guardiano della barriera corallina in Australia.
La notizia sta facendo il giro del mondo e i candidati sono già migliaia.
Il curriculum, un video di presentazione di un minuto da inviare entro il 22 febbraio, va spedito a Islandreefjob il sito del Dipartimento per il turismo del Queensland, il datore di lavoro, che ha aperto appunto uno spazio riservato alla ricerca del potenziale dipendente.
“Siamo alla ricerca di qualcuno che ami l’avventura, abbia passione per la natura e buone capacità di comunicazione. Teniamo conto di esperienze nel settore turistico. “
E’ un lavoro a tempo determinato (ahimè), dura solo sei mesi, ma è strapagato: 150,000 dollari australiani, il che dovrebbe fare circa 70 mila euro, cioè quasi 13 mila euro al mese senza contare che vitto e alloggio (in una Spa a cinque stelle) sono inclusi. Le mansioni (qui il dettaglio) sono semplici: dar da mangiare ai pesci della barriera corallina, tenere una piscina pulita, raccogliere la posta ma sopratutto tenere aggiornato un blog sull’esperienza in maniera tale da far venire la voglia a potenziali turisti di andare a visitare il Queensland.
Quali sono le meraviglie naturali più stupefacenti del mondo? Dove sognate di scappare per cominciare una nuova vita? Qual’è il vostro paradiso terrestre?
Domande a cui potrete dare risposta e confrontarvi nel forum Guida per Caso di Fabrizio, nella sezione Natura. Meraviglie naturali
Io sceglierei l’Islanda: natura incontaminata, spazi infiniti, un dolce ritorno alle origini!!!


(Le foto sono di krynn1978)
Una nuova funivia e 170 cannoni da neve nell’area destinata al progetto”Dolomiti patrimonio dell’Umanità?” NO GRAZIE! Il turismo non ha futuro se distrugge la natura. Un turismo che non guarda al futuro, che brucia i luoghi che tocca, che distrugge le sue stesse condizioni d’essere e non pone limiti alla propria crescita è un modello turistico che fa autogol. Si produce un impatto sulle principali mete di destinazione, sulle popolazioni locali, e sull’ambiente naturale ovunque.
Firma anche tu : http://firmiamo.it/procatinaccio
Secondo i progetti della Società Latemar Carezza S.r.l. verranno realizzati un nuovo impianto di risalita e due nuove piste da discesa nel cuore del Catinaccio (Dolomiti). La stazione a monte si troverà a circa 80 metri dalla parete della Sforcella (Roda di Vael) e dal sentiero del Masaré, un itinerario fra i più celebri delle Dolomiti. Il nuovo impianto e le piste invaderanno una zona paesaggistica unica, molto ripida e a rischio per via dell’erosione. Si tratterà di un massiccio intervento in una delle aree più sensibili e conosciute delle Alpi, nonché un vero e proprio simbolo dell’Alto Adige. Inoltre, il progetto si svilupperà all’interno dell’area Patrimonio naturale mondiale UNESCO “Dolomiti”, rimettendo in discussione tutte le speranze e gli impegni di accogliere Catinaccio e Dolomiti nel patrimonio mondiale UNESCO. Per questo motivo i firmatari chiedono ai politici responsabili di:
- depennare il nuovo impianto e le nuove piste sul Costone Ratschiegler dal piano provinciale delle piste e di respingerne la realizzazione
- sostenere il progetto “Dolomiti”, affinché il Catinaccio diventi parte del patrimonio naturale mondiale UNESCO, come previsto nella richiesta delle Province di Belluno, Trento e Bolzano del 2007.
Sì al patrimonio naturale mondiale UNESCO Catinaccio/Latemar!
NO ai nuovi impianti nel cuore del Catinaccio!
Informazioni su: www.patrimonionaturale.eu
Vi riporto l’editoriale presente nel nuovo numero di Ottobre di National Geographic nella rubrica Qui Italia .
I “grandi vecchi”. Uno dei simboli del degrado ambientale è l’albero bruciato. Per colpa delle alterazioni climatiche, della negligenza dell’uomo, della dolosità. A Santa Maria Navarrese, nella zona dell’Ogliastra sulla costa orientale della Sardegna, c’è un albero di dimensioni imponenti – alto oltre nove metri e con una circonferenza superiore agli otto – che porta ancora i segni di un incendio delittuoso, avvenuto proprio quarant’anni fa. Questo “grande vecchio”, circondato da altri enormi olivastri (diversi dagli olivi coltivati), di cinque, sei metri, adesso è recintato, per cautela. Chi capita da quelle parti, deve fermarsi ad ammirarlo, perchè gli incontri con gli alberi millenari non capitano spesso. L’olivastro di Santa Maria Navarrese è oggi un monumento naturale nazionale, al pari degli altri luoghi del Paese che vengono considerati una ricchezza ambientale. L’Italia ha alberi monumentali dappertutto. Rappresentano un patrimonio, poco noto ai più, e sicuramente non valorizzato adeguatamente. Ma come tutti i patrimoni, è da proteggere. Insegnando ai cittadini il rispetto verso questi monumenti naturali, così come si dovrebbe fare con le persone anziane. Se i vecchi rappresentano la memoria storica della vita comunitaria degli esseri umani, gli alberi millenari sono una testimonianza della natura. Che riguarda anche il nostro futuro. Gli alberi d’altronde sono espressione di un ambiente sano, buono, pulito. Servono per mitigare gli effetti dell’inquinamento. Come hanno capito centinaia di milioni di persone, nel mondo, che hanno aderito alla campagna dell’UNEP (Programma Ambientale delle Nazioni Unite), piantando alberi. L’obiettivo di arrivare a 7 miliardi di alberi (uno per ogni abitante della terra) alla fine del 2009. Chissà quanti diventeranno millenari…
Guglielmo Pepe
(Direttore responsabile National Geographic Italia)
GLI ALBERI SONO BENI PREZIOSI, ALCUNI HANNO PARTICOLARE VALORE STORICO, CULTURALE, PAESAGGISTICO, MONUMENTALE. PROMUOVIAMO IL CENSIMENTO E OFFRIAMO GLI STRUMENTI PER TUTELARE E VALORIZZARE QUESTO STRAORDINARIO PATRIMONIO.