Rnadi Polumbo, scultore, ha deciso di costruirsi una casa usando materiali riciclati: vecchie taniche, una cabina in disuso, centinaia di oggetti diversissimi che altrimenti sarebbero finiti in discarica. Ovviamente, la casa è autonoma dal punto di vista energetico e non viene sprecata neanche una goccia d’acqua.
Polumbo, come molti sognano, abbandona la vita in città (New York) e parte verso il deserto della California, dove acquista il terreno su cui si è andato a costruire la casa.Un ritorno alle origini, alla vita semplice..senza stress e inquinamento!!! Una decisione drastica ma efficace per ritrovare il proprio equilibrio con la natura!
Dal 1° Gennaio 2009 entrerà in vigore la nuova disposizione in materia energetica prevista dalla Finanziaria 2008 che impone, per le nuove costruzioni e per le ristrutturazione, il ricorso, per la produzione di energia elettrica, ad una fonte rinnovabile: all’articolo 4 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al DPR 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, il comma 1-bis è sostituito dal seguente:
A decorrere dal 1º gennaio 2009, nel regolamento di cui al comma 1, ai fini del rilascio del permesso di costruire, deve essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kWper ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5kW.
Il regolamento che i Comuni adottano ai sensi dell’articolo 2, comma 4, deve contenere la disciplina delle modalità costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi.
E dunque solo se i Comuni recepiscono la norma nei loro Piani regolatori, essa può essere applicata. Diversamente se i Comuni non lo recepiscono nel loro piano regolatore, sembra che non ne sussista l’obbligo. Neanche se vincolato al rilascio del permesso di costruire.
Se ti dico California cosa pensi? – Hollywood, ville sfarzose, eccessi delle star. Viali di palme, spiagge lunghissime e un sole accecante – SOLE, ecco la forza motrice della terra…La California ne ha fatto un business!!!!
Il progetto di Southern California Edison, la divisione californiana del colosso dell’elettricita’ Edison International, consiste nella più grande istallazione di pannelli solari degli Stati Uniti. Si tratta di un’operazione da 875 milioni di dollari in grado di fornire elettricita’ a 162 mila abitazioni. Sul tetto di oltre 100 edifici situati nell’area di Los Angeles saranno installati pannelli solari per un totale di circa 250 megawatts. Secondo gli esperti e’ un progetto senza precedenti. “Non conosco altre societa’ che possiedono simili strutture” ha detto Travis Bradford, direttore generale del centro di ricerca Prometheus Institute. I primi pannelli solari dovrebbero essere stati installati da agosto e la struttura sara’ completata entro i prossimi cinque anni. Gli investimenti consentiranno anche di avvicinarsi all’obiettivo fissato da Edison di ottenere il 16% dell’energia da fonti rinnovabili.
E’ bello sapere che i pannelli solari sono sempre più apprezzati. Un po’ meno bello sapere che vanno letteralmente a ruba. Come tradizione vuole, per ogni business che si rispetti si crea una rete di mercato nero che offre merce contraffatta o rubata.
Addirittura il New York Times dedica un servizio alla crescente popolarità fra i ladri dei pannelli solari. Un’ ondata di furti colpisce negli ultimi mesi la California: nessuno possiede statistiche, ma ormai è praticamente un’epidemia. Il New York Times commenta che in Europa non succede, perchè i pannelli solari sono usati da un pezzo e la gente si è abituata a prendere precauzioni. Sarà vero in Germania e in Spagna. In Italia, dove purtroppo installare i pannelli solari è ancora roba da pionieri, è di pochi giorni fa la notizia che una ditta di Pistoia si è trovata il tetto fotovoltaico nuovo di zecca completamente “ripulito”. Qui da noi piazzare la refurtiva dovrebbe essere difficile i pannelli solari sono dotati di un numero di matricola. Negli Stati Uniti, il New York Times consiglia ai padroni di casa di incidere su di essi un codice di identificazione. E in tutta la California c’è la corsa all’acquisto di allarmi e sistemi anti-furto. Anche se c’è chi preferisce non svenarsi:”Io io miei pannelli li ho dipinti di rosa – spiega Ken Martin, che a Santa Rosa ha già subito diversi furti – i ladri potrebbero non individuarli e, invece, nel caso li rubino, sono riconoscibili”. Ma che fine fanno in California i pannelli rubati? Secondo il New York Times vengono rivenduti per quattro soldi su eBay, e rifilati a gente in buona fede. La moda, è scoppiata da circa un anno, e per il più grande mercato di energia solare negli Usa – in California ci sono più di 33 mila installazioni – sono iniziati i guai. I ladri, dopo aver smontato i pannelli, li rivendono su siti web come eBay o Craigslist. Lo scorso novembre la polizia si è finta acquirente di pannelli solari su internet. Ne ha presi 15 per 1.500 dollari. Erano tutti rubati. “È il furto del futuro”, spiega Tom McCalmont, proprietario di una ditta che installa pannelli a San Josè, colpita dai ladri a giugno. Secondo lui, il committente potrebbe essere proprio uno che lavora nel campo.