Tentativo di emendamento del Governo
Il nucleare non è una fonte rinnovabile
Il Wwf chiede il ritiro immediato dell’emendamento sulla priorità di accesso alla rete nazionale. Con un «artificio», il nucleare entra nella «corsia preferenziale» per lo sviluppo delle rinnovabili
L’emendamento presentato il 1 Ottobre 2008 all’art. 15 del disegno di legge AC 1441 non solo conferma l’intendimento dell’attuale Governo di ritornare al nucleare, ma addirittura lo equipara, in qualche modo, alle fonti rinnovabili nella scala di precedenza tra le fonti energetiche che possono essere connesse alla rete elettrica nazionale. Il tentativo equivale di fatto a porre l’energia nucleare in quella posizione privilegiata che dovrebbe invece essere destinata alle fonti pulite e/o ad alta efficienza (come nel caso della cogenerazione). L’articolo 11 del DLgs 79/99 reca norme per l’«energia elettrica da fonti rinnovabili»: «Il gestore della rete di trasmissione nazionale assicura la precedenza all’energia elettrica prodotta da impianti che utilizzano, nell’ordine, fonti energetiche rinnovabili, sistemi di cogenerazione, sulla base di specifici criteri definiti dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e fonti nazionali di energia combustibile primaria, queste ultime per una quota massima annuale non superiore al quindici per cento di tutta l’energia primaria necessaria per generare l’energia elettrica consumata». Inserire il nucleare in questo articolo appare errato e fuorviante: il nucleare non è una fonte rinnovabile essendo l’uranio una risorsa limitata ed esauribile. Il Wwf si augura che «il prossimo passo della politica energetica del nostro Paese, perlomeno, non preveda il riconoscimento dei certificati verdi per il nucleare… È opportuno ricordare che proprio una recente decisione della Commissione Itre (Industria, ricerca e energia) del Parlamento europeo aveva bocciato un analogo tentativo a livello europeo di inserire il nucleare tra le fonti energetiche da promuovere e sostenere per fronteggiare i cambiamenti climatici. Una decisione che avrebbe dovuto servire da monito all’Italia che, puntando sul ritorno al nucleare, si sta di fatto imbarcando in un’avventura che non solo impedirà al Paese di fronteggiare concretamente la minaccia dei cambiamenti climatici, ma incoraggerà la dipendenza energetica dall’estero dal momento che siamo assolutamente sprovvisti di giacimenti d’uranio. Peraltro visti gli elevatissimi costi del nucleare, tali da scoraggiare tutta l’imprenditoria privata, in assenza di massicci finanziamenti statali, il rischio ulteriore è che ci si allontani ancora dal porre in essere quelle soluzioni reali subito attuabili: risparmio, efficienza energetica e fonti rinnovabili, queste sì tutte presenti sul nostro territorio».
(Fonte Wwf)